Torre civica


Dopo un complesso intervento di restauro e risanamento, riaprono al pubblico la Torre civica e gli annessi fabbricati "ex Macello" ed "ex casa del Fascio", nuova sede della biblioteca comunale.

Restauro architettonico, interventi di adeguamento strutturale e riuso a biblioteca e spazi espositivi della torre civica, dell'ex macello e dell'ex casa del fascio


Cenni storici
Il progetto di restauro, affidato agli architetti Dario Vincenzi e Alessandro Bazzoffia, ha
interessato un complesso di edifici risalenti a diverse epoche che comprende sia la Torre Civica del Castello medievale sia l'ex Macello e l'ex Casa del Fascio risalenti agli anni '30 del XX sec.
La torre civica, simbolo di Casaloldo, è ciò che rimane di un Castello Medievale più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli a causa delle guerre tra i Gonzaga e Venezia.
Nei castelli come Casaloldo generalmente solo la porta sormontata dalla torre del Mastio era costruita in muratura, mentre i restanti apprestamenti difensivi constavano di palizzate lignee, di terrapieni e di un fossato che circondava tutto il Castello.
Una datazione del nucleo originario della torre civica è possibile grazie a un'iscrizione murata sulla facciata dell'ingresso che recita: M°CCCCXXX - VII ADI 4 - MADI P[ER] B[ER]TON[E. L'iscrizione significa letteralmente: "nell'anno 1437 il giorno 4 di maggio per Bertone".
Costruita nel 1437, durante la breve parentesi della dominazione mantovana, la torre fu risparmiata dalla collera distruttrice veneziana del 1441, che forse comportò solo l'abbattimento del recinto e la riduzione dell'area occupata dal Castello.
Dalle mappe della fine del Settecento è possibile ricostruire l'aspetto del castello di Casaloldo in quel periodo: una piccola fortificazione a pianta quasi semicircolare circondata da un fossato con acqua.
Già all'inizio dell'Ottocento le opere difensive vennero smantellate e di esse solo la Torre, che permetteva tramite un ponte levatoio l'ingresso al nucleo fortificato alla borgata, superando il fossato difensivo, si è conservata fino a oggi.

Le condizioni di degrado degli edifici prima degli interventi conservativi

Il prospetto est, su Via Alighieri, presenta ancora finestrature occluse negli anni oltre ai tre tagli verticali nella muratura, necessari per lo scorrimento dei bolzoni del ponte levatoio principale e del ponticello, che permettevano l'accesso all'interno del Castello fortificato.

La Torre, prima degli interventi di restauro, si presentava come un monumento in forte stato di degrado soffocato tra gli edifici in aderenza e le superfetazioni (ad es. la scaletta di accesso con la sovrastante copertura sul fronte ovest, quello su Via Roma) cresciute nel tempo sulla struttura originaria.
Anche l'interno della Torre era pervaso da un grande stato di deterioramento che aveva fatto perdere la spazialità originaria poiché ogni ambiente era stato suddiviso tramite pareti in piccoli e angusti vani che avevano inglobato parte delle strutture portanti di rilievo come ad es. il grande pilastro centrale in laterizi sagomati.
L'accesso alla Torre tuttora è possibile soltanto passando attraverso lo stabile della ex Casa del Fascio perciò il progetto non poteva esimersi dal restaurare anche questo edificio, che, nonostante il degrado e le pensati trasformazioni subite nel tempo, soprattutto sul fronte est, mantiene comunque una propria dignità architettonica che l'intervento di restauro ha pienamente recuperato riportandolo alla situazione originaria.
Il progetto ha infine interessato anche l'edificio dell'ex Macello, in quanto nel tempo è diventato parte integrante della struttura della Torre: non solo vi si accede anche da una porta posta sotto il "Volto", l'accesso carraio voltato in laterizi dell'antica porta del Castello, ma i piani superiori sono direttamente collegati con quelli corrispondenti della Torre stessa.


Le Diagnosi e la redazione del Progetto di Restauro

L'intervento di restauro architettonico e di adeguamento strutturale è stato molto complesso e ha necessitato di un'ampia fase preliminare di studi e indagini diagnostiche proprio per la eterogeneità e complessità delle strutture stratificatesi nel tempo in questi tre edifici che ormai sono diventati un unico complesso architettonico e monumentale.
Di conseguenza anche l'individuazione di una nuova destinazione che permettesse sia il riuso compatibile che la valorizzazione di questo bene, non poteva prescindere dal valutare tutti gli spazi disponibili nel loro complesso, creando un percorso che li collegasse e rendesse fruibili al pubblico.
Di concerto con l'Amministrazione Comunale, che voleva "restituire" all'intera comunità dei cittadini di Casaloldo questo monumento, storicamente nato e utilizzato per il bene pubblico, è stata individuata la destinazione a biblioteca con sale per la lettura e la consultazione e spazi espositivi.
La Torre civica è stata oggetto di molteplici analisi non distruttive volte ad acquisire informazioni utili per un corretto e consapevole progetto di restauro, in particolare sono state realizzate indagini tramite: la metodologia radar, la termografia, indagini penetrometriche.
La Metodologia Radar (che è stata applicata ai solai, sulle pareti perimetrali e sul pilastro centrale di sostegno della copertura) ha permesso di definire la modalità costruttiva del manufatto e
10 stato di conservazione in cui si trovano i materiali attraverso l'uso di onde elettromagnetiche.
La Termografia è un sistema di rilevamento delle temperature superficiali dei materiali che consente l'individuazione di eventuali componenti costruttive nascoste, di oggetti o parti rimosse oltre all'analisi dei fenomeni di degrado.
Le indagini Penetrometriche, svolte sulle travi principali componenti la copertura e su quella di epoca rinascimentale di sostegno alla cella campanaria, mediante l'utilizzo di Resistografi, che misurano la resistenza del materiale alla perforazione eseguita con un ago sottile, hanno consentito di individuare le variazioni di densità tra legno sano e decomposto per effettuare una diagnosi sulla presenza di aree di decadimento interne al materiale ligneo.
Alle indagini diagnostiche è stata associata una campagna di Rilievo Metrico e Fotogrammetrico che ha permesso di elaborare accurati disegni sui quali studiare lo stato di degrado di materiali e struttura al fine di individuare le strategie di recupero più idonee e meno invasive per il manufatto.


I lavori di cantiere

Gli interventi, realizzati con grande competenza e perizia dall'impresa l'EDILE snc di Leali Cav. Servilio & Figli, Geom. Giuliano e Dott. Giuseppe, hanno interessato in primo luogo la struttura della Torre che era soggetta da tempo a cedimenti strutturali in diverse parti.
La volta a tutto sesto in laterizi che copre l'antica porta d'accesso carraia al Castello ha subito un delicato intervento conservativo per la rimozione di una inadeguata cappa in cemento armato e la realizzazione di tiranti in acciaio per collegare le murature perimetrali.
A causa dell'ampio degrado degli elementi lignei dei solai delle coperture è stato necessario realizzarli nuovamente analoghi a quelli preesistenti con travetti e pianelle in laterizio di recupero; per adeguare le strutture ad un uso pubblico ed anche per poter sopportare il forte carico dato dai libri, i solai in legno sono stati rinforzati con putrelle in ferro ed è stata realizzata una nuova scala funzionale in ferro e laterizi che riprende gli stilemi della tradizione antica in luogo di quella oltremodo obsolescente ed inadeguata per raggiungere l'ultimo piano della Torre.
La Torre campanaria così come le capriate e le travi in legno della copertura sono state oggetto di un accurato consolidamento in quanto avevano subito dissesti in seguito al posizionamento del 1948 della enorme nuova Campana del peso di kg 633.
Durante le operazioni di restauro sono state riaperte le tre piccole finestre, merlature del mastio, tamponate in passato sul fronte est che hanno riportato l'ultimo piano della Torre in una sala molto luminosa, anche grazie alla soluzione di riuso studiata per la Torre campanaria che è stata lasciata completamente visibile e libera da solai intermedi per tutta la sua altezza ed è così diventata parte integrante dell'ambiente.
Nel primo e secondo piano della Torre è stato recuperato e restaurato riportandolo a faccia vista il pilastro centrale in muratura di laterizi sagomati, prima inglobato nei muri divisori, che è diventato il fulcro spaziale di questi ambienti che saranno destinati a sale di lettura e mediateca, ma potranno ospitare anche esposizioni temporanee.
L'edificio a piano terra un tempo adibito a Macello Comunale è stato completamente recuperato: eliminate le piastrelle ceramiche, intonacate le pareti basse e lasciata a faccia vista quella della Torre, realizzati pavimenti in marmette di graniglia dei primi del '900, oggi rimane a testimonianza dell'antica funzione la trave in ferro, anch'essa restaurata, a cui si appendevano le carni tramite ganci e catene.
La sua funzione sarà quella di sala espositiva e per incontri e riunioni, mentre i piani superiori, direttamente collegati con la Torre, ospiteranno le scaffalature con i libri e ampi tavoli per la lettura e lo studio nonché una sezione interamente dedicata alla narrativa per adulti, mantenendo a faccia vista la parete della Torre.
Infine l'ex Casa del Fascio risalente agli anni del periodo fascista, che per lungo tempo è stata adibita ad abitazione privata, è stata interamente recuperata anche sugli esterni grazie al rifacimento della scala originale e alla chiusura dell'inadeguato portico sul prospetto est che è stato riportato e regolarizzato con finestre conformi a quelle del fronte opposto su via Roma.
Le nuove pavimentazioni in graniglia vogliono sia ricordare quelle originali degli anni Trenta, sia differenziarsi da quelle in cotto fatto a mano della Torre, riprendendo con il loro colore caldo la tonalità del legno delle travi della copertura.
L'ex Casa del Fascio sarà adibita ad ingresso, sala consultazione e prestito della biblioteca e disporrà di una sala per l'emeroteca, cioè la lettura di riviste e quotidiani, una sala dedicata alla narrativa per ragazzi e di un ufficio per l'acquisizione e la catalogazione dei volumi.
Tutti i prospetti esterni della Torre, insieme al sottoportico, sono stati oggetto di accurate puliture sia le lapidi e le nicchie con tracce di affresco ed in particolare il grande quadrante dell'orologio decorato e pitturato con fregi liberty sono stati adeguatamente restaurati, mentre la buca cannoniera all'interno del "volto" è stata riportata alla luce e messa in evidenza.
Il fronte ovest su via Roma, ha in parte recuperato l'aspetto originario della Torre in quanto è stata eliminata la precaria e non originale copertura in lamiera della scala esterna e la stessa è stata restaurata in modo da ricreare l'originale prospetto in laterizi antichi.
I prospetti dell'ex Macello e della ex Casa del Fascio sono stati intonacati e dipinti con materiali a base di calce riprendendo le tecniche filologiche dei colori originali degli edifici, emersi durante le operazioni di restauro.
Infine sono state adeguatamente curate anche la nuova architettura di luce diversificando quella inerente gli edifici del primo Novecento e quella più specifica e rispettosa degli spazi storici della Torre ed inoltre le sistemazioni esterne mediante la realizzazione di una pavimentazione in acciottolato sotto il "volto" e di fronte alla Torre sul lato ovest, mentre intorno alla ex Casa del Fascio, lungo il marciapiede, sono state disposte pavelle in cemento grigio analoghe a quelle preesistenti degli anni Trenta.
Tutto il "complesso" storico così recuperato e restaurato torna finalmente ad essere un bene pubblico destinato a tutti i cittadini non solo per la nuova destinazione e riuso, diventando, come già era stato nel passato, il centro della vita sociale cittadina e luogo di aggregazione culturale con l'attiguo Teatro per tutta l'intera comunità di Casaloldo, divenendo così anche l'opera prima di recupero realizzata del sistema Ecomuseo tra il Chiese, il Tartaro e l'Osone di cui il Comune ne è capofila e coordinatore.



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